COMPILATION 
IANG PIPOL

Titolo: Iang Pipol

Numero codice: AN 01907

Genere: Vari

Anno di produzione:2007

Disponibile solo CD

Durata totale: CD1 69,43 minuti CD2 61,56 minuti

 

Lo trovi in allegato al Ottavo numero della rivista
ARTE NOMADE

 

 

Kurnalcool - F.L.A.G. - Cheap Wine - Nadesico - M.A.Z.C.A. - Oginoknaus - Drunken Butterfly - The Perfect Guardaroba - Joe Galullo and the Blues Messengers - Varechina Loredana - My Cherry-Flavored Grave - Zap - Oloferne - The Dogma - Metronhomme - The Pincers - Ogam - Gang - Malavida - Radio Babylon - Radio Noè - Luxluna - Vincanto - Busqueda - Mortimer Mc Grave - Polyetnik Muzak - John Doh - Per Presa Visione - Lanafina - Paolo F. Bragaglia – Elettrodust – aartic_hysteria

 

la storia di Iang Pipol ha radici lontane. Parte da Strada Statale 16, un telefilm che Rai3 Marche produsse nel 1981: tre storie intrecciate che si snodavano lungo il litorale adriatico marchigiano e finivano tutte malissimo. Fu presentato a non so quale festival di telefilm e reportage realizzati da tutte le sedi regionali Rai e arrivò buon ultimo con, mi pare di ricordare, una qualche nota di demerito. Segno che era molto buono, insomma. La regia era di Giuseppe Camilletti, che insieme a Tony Prenna e Massimo Rogati, ne scrisse anche la sceneggiatura. Le riprese erano di Carlo Bragoni, che con Daria Beni cura oggi Iang Pipol, per l’appunto. Per la scelta delle musiche mi diedero carta bianca e non mi parve vero di ficcarci dentro -nel 1981- PIL, Devo, i Teenage Jesus & The Jerks di Lydia Lunch, DAF, il Bowie berlinese, Gaznevada, Adam + Ants, Kraftwerk, la Yellow Magic Orchestra di Sakamoto e un sacco di altra gente che ora non ricordo ma che sortì, nello spettatore medio ma non solo, quell’effetto urticante che volevamo(?) avesse. Le comparse le rastrellammo tra i vari giri di amici e concerti coinvolgendo un paio di gruppi punk locali. Rivisto oggi (è stato festeggiato al Civitanova Film Festival di due anni fa), nonostante diverse ingenuità, dà ancora diversi giri di pista a tanta roba gggiovane che viene prodotta con ben altro impiego di mezzi e di soldi. Forse perché già eravamo più sei piedi sotto terra che tre metri sopra il cielo.

Più o meno tre anni dopo per il mensile Frigidaire, che realizzò una mappatura dei gruppi italiani in diverse puntate, curai le schede di Marche e Umbria, giusto per toccare con mano, poiché cercar di fissare un mondo così magmatico è come spalare l’acqua del mare coi bastoncini per il sushi. Problema ancor più grosso oggi che il rock tira, e per le sole Marche le band attive sembrano essere 1.500, ossia una ogni 1.000 abitanti, più o meno un musicista ogni 250. Come dire che Iang Pipol può essere solo la vetrina parziale di un fenomeno, forse meno scapicollato, ma senz’altro più vasto che in passato. Tornando alla storia, nel 1998, Carlo e Daria, raccogliendo un suggerimento della dirigenza regionale Rai di dare vita a un progetto che parlasse dei giovani, realizzarono un’inchiesta intitolata Marche Rock, dove in una manciata di puntate raccontammo quello che fu il percorso di questa musica, dagli inizi a oggi, qui da noi e, soprattutto, furono presentati anche diversi nuovi gruppi a illustrare la realtà che si stava vivendo in quella fine di millennio. Erano, in nuce, delle preview di Iang Pipol. Una volta varata, la rubrica ha visto crescere di continuo il numero di spettatori negli anni e attualmente la redazione è subissata da richieste di ragazzi che fanno musica ma che si occupano anche di arte a vari livelli e che cercano in quel piccolo spazio del giovedì un minimo di visibilità, com’è giusto che sia. Un segno tangibile che, se si vuole, qualcosa di buono si riesce a fare anche con la televisione.Con il doppio cd omonimo, Carlo e Daria hanno voluto semplicemente dare vita a un progetto che riuscisse a documentare quattro anni di attività di Iang Pipol (non della regione in sé, che ancora molto ha da raccontare), pescando tra i gruppi che sono intervenuti e che dimostrano quanto il suono sia indirizzato a 360°, dal recupero del folk all’electropop, dal metal allo ska, dal blues al reggae, dalla musica cantautoriale al caro vecchio rock’n’roll. Niente male per una regione dove, come sarà capitato anche a voi di sentir dire da chi proviene dal resto d’Italia, "sembra che non succeda mai niente"

 

CANZONI DEL DISCO
CD1
  
01. Kurnalcool - Volemo andà al Festivalbar
02. F.L.A.G. - Alibi
03. Cheap Wine - Time For Action 
04. Nadesico - Strange World
05. M.A.Z.C.A. - Glu
06. Oginoknaus - Monster Der Gesellschaft 
07. Drunken Butterfly - La gioia di quando ero bambino 
08. The Perfect Guardaroba - Try Again
09. Joe Galullo and the Blues Messengers - Baby boogie boo
10. Varechina Loredana - Mc Coy
11. My Cherry-Flavored Grave - The 3rd Outsider 
12. Zap - Jesus Is Better Than Santa
13. Oloferne - Il Nobile del Seguito
14. The Dogma - In The Name Of Rock
15. Metronhomme - Cerbero
16. The Pincers - Polvere dei miei stivali
17. Ogam - Vele senza vita

CD2

01. Gang - Comandante
02. Malavida - Grazie 
03. Radio Babylon (feat. Roy Paci) - Terra di mercanti
04. Radio Noè - Cantina Cantarini
05. Luxluna - Bambolina
06. Vincanto - Pellegrin che vien da Roma
07. Busqueda - Las hojas tienen mudanza
08. Mortimer Mc Grave (feat. Edoardo Vianello) - Farewell To Garbatella
09. Polyetnik Muzak - Lu saltarellacciu de lu Cellu Paparò
10. John Doh - Vieni via con me
11. Per Presa Visione - La mosca al mio orecchio ruggisce
12. Lanafina - Profumo
13. Paolo F. Bragaglia - Doppler Effekts (english version)
14. Elettrodust (feat. Ivan Cattaneo) - Catchy 
15. aartic_hysteria - all the cunts in the world

 

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